La ricetta originale di questa meraviglia l’ho presa da Sonia del Pastonudo, colei che per prima mi ha aperto gli occhi su cibo vero e consapevolezza,  i.e. sulla necessità di smettere di essere consumatori passivi che riempiono i carrelli del supermercato senza farsi alcuna domanda e l’importanza di capire, invece, che cosa è e come viene prodotto il cibo in vendita, per acquistare solo ciò che merita di essere chiamato veramente cibo.  Ora il sito è diventato un’associazione e la maggior parte degli articoli è visibile solo agli associati, ma, se posso darvi un consiglio spassionato, se minimamente avete voglia di entrare in questa dimensione bellissima che vi permette di discernere cosa sia giusto consumare e cosa invece faremmo tutti meglio a lasciare sugli scaffali del supermercato, associatevi. Saranno i 30 euro meglio spesi dell’anno.

La cosa buffa è che quando si parla di “alimentazione consapevole”, alcune persone hanno una specie di rifiuto che le porta a pensare che poi dovranno automaticamente rinunciare al cibo come a uno dei grandi piaceri della vita. Biscotti, merendine e golosità varie sembrano concessioni irrinunciabili, con cui compensare le piccole e grandi frustrazioni della vita. E in questo modo perdono l’occasione di disintossicare il palato da quell’omologazione del gusto a cui l’industria alimentare ci ha portati (drogandoci principalmente di zucchero e di sale) e di scoprire il sapore vero del cibo vero, in tutte le sue infinite sfumature e declinazioni (che, per una golosa come me è stata una scoperta e conquista enorme, e, se possibile, mi ha portata ad amare ed apprezzare il cibo ancora più di prima).

Detto questo aggiungo solo che alla ricetta di Sonia ho aggiunto un po’ di sciroppo d’acero per accontentare anche gli altri due palati di casa (in particolare quello “grande”, che continuava a dire che però “LA NUTELLA è LA NUTELLA”; …dopo questa modifica anche lui non ha avuto più dubbi e ha riconosciuto l’infinita superiorità di questa. 1 a 0 per me :-)!)

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Grado di difficoltà:

Tempo di realizzazione:

  • 5 minuti preparazione
  • 15 minuti cottura e travaso

Ingredienti (per un vasetto da 300 ml circa) 

200 g di crema di nocciole tostate (io ho utilizzato questa)
100 g di cioccolato fondente (almeno al 70%)
1 cucchiaio di sciroppo d’acero
(1 cucchiaio di olio di cocco: vedi aggiornamento*)

Procedimento

Preparate un vasetto che possa contenere circa 300 ml di liquido, lavatelo bene e ponetelo in forno a 110 per almeno 10 minuti (guarnizione compresa).

Mettete la crema di nocciole in una casseruola a bagnomaria e, per sicurezza, se riuscite, fate in modo che il recipiente che contiene la crema di nocciole non tocchi l’acqua del recipiente più grande. Quando arriva a bollore abbassate la fiamma. Spezzate grossolanamente la cioccolata e aggiungetela lentamente alla crema di nocciola. Man mano che se ne scioglie un pezzo aggiungetene un altro. Alla fine aggiungete lo sciroppo d’acero e continuate a mescolare.

Versate il composto nel vasetto sterilizzato, chiudete e lasciate raffreddare. All’inizio rimarrà molto liquida, poi pian piano tenderà a solidificarsi* (vedi aggiornamento). Siccome a casa la preferiscono più liquida, prima di utilizzarla la metto una decina di minuti a scaldare a bagnomaria. Se gli ingredienti dovessero separarsi niente paura: basta girare. La presenza dello sciroppo d’acero dovrebbe avere un effetto un tantino negativo sui tempi di conservazione, ma considerata la golosità, non dovrebbe essere una questione.

Precisazioni

La crema di nocciole si può fare anche in casa, ma occorre un frullatore potente, tipo Vitamix. Si prendono almeno 300 g di nocciole, si tostano qualche minuto in forno a 160-180 g, si mettono in un canovaccio e si sfregano per far venir via la maggiore quantità possibile di  pellicine. Infine si mettono nel frullatore, si aziona partendo sempre da una velocità molto moderata e si aumenta piano piano. Per ottenere una crema liscia e cremosa occorrono una decina di minuti circa.

* Aggiornamento

Nel tentativo di mantenere la crema liquida ho aggiunto al composto un cucchiaio di olio di cocco. Ha funzionato! La crema (nei suoi 5 o 6 giorni di vita) non si è solidificata!

Buon appetito!